I bambini e le scommesse – regali pericolosi

Due mamme, figli di età diverse, gli stessi problemi

Super Mario Jackpot. Una slot machine con indicazioni età 4+
ELISA PIACENTINI – Avvocato

In questi giorni di festa, pieni di magia, di coccole, regalini per i più piccoli e buone intenzioni, come genitori ci troviamo di fronte da un lato a voler spiegare l’importanza ai nostri bambini più o meno grandi dell’importanza di pensare anche agli altri e dall’altro a cercare qualche pensierino per i nostri figli perché, inutile negarlo, li amiamo e vogliamo coccolarli!

Così da un lato spiego l’importanza di donare cibo a chi non ne ha, partecipando a iniziative come la spesa solidale, e magari anche qualche gioco per i bambini più sfortunati con le parrocchie e/o le varie Associazioni e ONLUS, dall’altro cerco un gioco da poter mettere sotto l’albero per mio figlio.

Quest’anno, in vista della letterina, mi sono armata di un catalogo di un noto negozio di giocattoli e con mio figlio di cinque anni ci siamo messi a sfogliarlo con l’intento di individuare i giocattoli che più lo colpivano per poi ragionarci insieme (divertente, da fare da solo, per giocare in compagnia, per bimbi troppo grandi, troppo piccoli, ecc.). L’obiettivo era trovare il gioco giusto da chiedere a Babbo Natale nella letterina.

A un certo punto un gioco attrae tantissimo l’attenzione di mio figlio. L’età consigliata è indicata come 4+. Inizio a leggere con lui la descrizione e mi accorgo che il meccanismo è esattamente quello di una slot-machine: più giochi monetine al momento “giusto” più possibilità hai di realizzare il jackpot. Anche il nome non lascia adito a dubbi.

Mi ritrovo quindi nella grossa difficoltà di dover spiegare perché quel gioco abbia una meccanica pericolosa. Cerco di far capire che giocare va bene per stare insieme agli amici, per sviluppare le nostre abilità, per divertirsi, ma a volte può essere pericoloso. Voglio insegnargli che giocare le monetine per guadagnarne sempre di più, rischiando in base a quella che il gioco ti presenta come abilità/fortuna, a volte fa perdere tanti soldini ai grandi e fa star male anche chi sta vicino. E’ davvero un discorso impegnativo!

Rosso o nero? Sugli scaffali dei supermercati, con indicazioni per età 3+

Ci sono tantissimi giochi in cui il meccanismo adottato è quello del rischio-ricompensa e da genitori nemmeno ci accorgiamo a volte della pericolosità che nascondono. Inoltre i bambini che giocano a volte sono da soli non per mancanza del genitore, ma perché il genitore è preso da mille cose da fare.

Sono tanti purtroppo i giochi in cui i nostri piccoli grandi cuccioli avvertono l’ebbrezza della “sbustata”, come la chiamano adesso. Un tempo era appannaggio delle figurine dei calciatori, che compravi nella speranza di trovare la più rara, o il tuo campione preferito; ma al giorno d’oggi il meccanismo si è fatto strada in tutti i giochi e, più preoccupante, per tutte le età. Trovare l’arma migliore per vincere il mostro più forte, o la macchinina più veloce… il tutto “scommettendo” monetine.

Quello che ora è avvertito come un gioco innocente (“in fondo mamma e papà me lo consentono”) rischia di minare la capacità dei nostri figli di discernere in futuro cosa sia accettabile e soprattutto quale sia il limite. La capacità di critica e autocontrollo è molto soggettiva, non sappiamo se e quale effetto l’uso di certi meccanismi ricreativi potrà causare, ma di certo non possiamo ignorare i pericoli.

Qualcuno leggerà questo articolo e penserà che sono una mamma apprensiva. Forse è così, ma credo che come genitori stiamo gettando le basi per il futuro senso critico dei nostri figli e per le loro capacità di scelta innanzi a continue offerte di ogni tipo.

Come avvocato so che il problema esiste e porta anno dopo anno sempre più persone sull’orlo di baratri personali e crisi familiari. Anche per questo ho deciso di sostenere e fare parte dell’Associazione ACQUiRENTi APS, che da sempre combatte la ludopatia e partecipa in maniera attiva alle iniziative promosse a livello locale e nazionale.

La prevenzione e la protezione sono la prima linea di difesa: prestiamo attenzione e poniamo occhio critico ai giochi con cui i nostri figli si intrattengono.

 

NICOLETTA POLMONARI – Avvocato
Le “sbustate” di FIFA – Il meccanismo è quello della scommessa.

Io sono mamma di un bambino di 9 anni, sempre più coinvolto nei videogiochi e giochi online, presenti sia sulle piattaforme di PS che sugli onnipresenti smartphone.

Lo guardo spesso mentre gioca, ovviamente in orari rigidi da rispettare!! Lo guardo mentre si immerge in mondi finti, imprevedibili, e rimango coinvolta dalla sua soddisfazione profonda e dall’orgoglio intenso quando raggiunge finalmente obiettivi formidabili.

Ma cosa c’è dietro i suoi successi? Come ottiene il giocatore migliore per la sua squadra di calcio, l’arma più forte, la ricompensa più rara? Sono le cose a cui ambiscono tutti i bambini, a volte per soddisfazione personale ma anche per acquisire “status” tra i propri amici. Spesso il raggiungimento di questi obiettivi è vincolato all’acquisto, con soldi veri. E lui non può acquistare, lo sa.

Allora mi sono seduta accanto a lui e ho iniziato ad osservare con quale meccanismo riusciva a “vincere” forza, vite in più, grandi campioni…e mi sono accorta che quasi sempre la meccanica alla base della ricompensa è una scommessa. Puntare tutto quello che si è guadagnato, nella speranza di essere fortunati. Eccola lì la “stanza segreta”, quel giro di roulette o quella leva sulla slot machine che lui fa partire sullo schermo con le sue dita veloci!

Accidenti no, non può essere. E’ questo che stiamo facendo con così tanta leggerezza? Stiamo educando quelli che sono ormai i “nostri ragazzini” a giocare d’azzardo?

La risposta che mi sono data è stata un amaro si. E’ quello che stiamo, a volte inconsapevolmente, facendo. Li abituiamo all’idea che scommettere e sperare nella fortuna sia giusto e normale, perchè ci fa vincere. E se non vinciamo possiamo recuperare. Come? Entrando nuovamente nella “stanza segreta”. E rigiocare, sempre di più, fino a quando quell’appuntamento quotidiano diventa irrinunciabile.
Da mamma non posso far finta di non vedere. Credo che sia mio dovere prevenire qualsiasi comportamento o abitudine “a rischio”.

Ma non è soltanto FIFA – Molti giochi (anche approfittando del Natale) usano le stesse meccaniche di”probabilità di vincere”.

Con pazienza e delicatezza ho iniziato a parlare anche di questo con il mio “ragazzino”, rispondendo ai suoi interrogativi e ai motivi della mia preoccupazione. Sapendo, prima ancora di provare, che all’inizio mi avrebbe detto “ma dai mamma, è solo un gioco, e sto vincendo”.

Lui è già abbastanza grande per distinguere un gioco dalla realtà, ma non può ancora capire che chi ha creato e ideato quel meccanismo (che si ritrova, ahimè, ormai ovunque nei videogiochi, vista la natura altamente remunerativa – e altamente assuefacente – delle microtransazioni) non l’ha fatto per farlo divertire, ma per creare dipendenza. E se un domani il mio ragazzo, diventato maggiorenne, “proverà” a far girare la roulette o la slot con soldi veri? E se non si riuscirà a fermare quando inizierà a perdere?

Non gli potrò impedire di sbagliare, ma credo che oggi sia mio compito spiegare che non tutto quello che dà inizialmente soddisfazione sia giusto.

Auguri a tutti noi genitori allora, in questo compito quotidiano di vigilare, sostenere, conoscere mondi che non ci appartenevano, ma che fanno parte della vita dei nostri figli.

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Questo articolo è stato redatto per ACQUiRENTi APS da:

NICOLETTA POLMONARI

Avvocato

RESPONSABILE DEI PROGETTI INNOVATIVI DI ACQUiRENTi APS

+39 328 5507973

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STUDIO LEGALE
PIACENTINI

+39 320 8409243

ACQUiRENTi PER IL SOCIALE

ACQUiRENTi APS sta promuovendo nelle commissioni regionali preposte un Progetto per la difesa, il recupero e l’inserimento sociale delle persone affette da GAP (Gioco D’azzardo Patologico), attraverso una piattaforma basata su tre pilastri (che agiscono nel breve, medio e lungo termine) per contenere e ridurre la diffusione della ludopatia in Italia. Stiamo sviluppando una piattaforma
che si articola in queste tre fasi fondamentali: CONSAPEVOLEZZA,
INNOVAZIONE e PREVENZIONE.

Puntiamo a raggiungere gli alunni delle scuole primarie per rendere sempre più consapevoli
figli e genitori di questa problematica

#iotiaiutosetutiaiuti

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