Nasce il Comitato “Medicina senza filtri”

Il nuovo sistema di accesso ai corsi di laurea in Medicina, basato sul semestre aperto/filtro, ha modificato radicalmente un modello di selezione che per anni aveva generato disparità, incertezze e contenziosi.

L’abolizione del test tradizionale non ha tuttavia risolto le principali criticità: la mancanza di criteri uniformi tra gli Atenei, l’assenza di garanzie chiare sulla valutazione degli esami del semestre, la disomogeneità delle prove e i vincoli poco trasparenti rischiano di creare nuove forme di ingiustizia.

Per questo nasce il Comitato Medicina Senza Filtri, una rete nazionale composta da realtà professionali, associative, formative e politiche che condividono un obiettivo comune: assicurare un accesso equo, trasparente e non discriminatorio ai corsi di laurea in Medicina e alle professioni sanitarie.

Il comitato opera su più livelli — giuridico, comunicativo, formativo e civile — con un approccio multidisciplinare e un posizionamento paritario tra tutte le realtà coinvolte.

Studio Legale Leone-Fell & C.

Lo Studio Legale Leone-Fell & C. contribuisce al comitato con un’esperienza maturata in oltre tredici anni di attività nel diritto allo studio e nei contenziosi universitari. Le sue battaglie hanno segnato la storia dell’accesso a Medicina: ricorsi contro il test, azioni contro le irregolarità dei TOLC, migliaia di immatricolazioni in sovrannumero in tutta Italia, interventi normativi e iniziative istituzionali.

Partito Radicale

Il Partito Radicale porta nel comitato la propria tradizione garantista, l’impegno per i diritti civili e l’attenzione alle libertà fondamentali.

Grazie alla sua presenza, la questione dell’accesso equo a Medicina non resta confinata negli ambienti tecnici o giuridici, ma viene inserita nel dibattito politico nazionale, con interlocuzioni istituzionali, iniziative parlamentari, attenzione ai diritti delle categorie più vulnerabili e vigilanza sulle potenziali violazioni del principio di uguaglianza.

Il suo contributo consente al comitato di ampliare l’orizzonte dell’azione, affiancando alla tutela individuale una più ampia battaglia di civiltà.

Dispenso Academy

Dispenso Academy porta nel comitato una competenza diretta e concreta, derivante dal proprio ruolo di accademia specializzata nella preparazione ai test universitari — in particolare Medicina, Veterinaria, Odontoiatria, Professioni Sanitarie, Economia e Ingegneria.

Nel comitato, il suo ruolo è cruciale: fornisce una lettura diretta delle difficoltà che gli studenti incontrano nella preparazione, delle implicazioni pratiche della riforma e delle esigenze formative derivanti dal nuovo sistema. La sua prospettiva reale, “dal campo”, arricchisce ogni analisi del comitato.

ACQUiRENTi APS

ACQUiRENTi APS, associazione italiana a tutela dei consumatori, contribuisce con la propria rete nazionale di volontari, professionisti e attivisti impegnati nella protezione dei diritti dei cittadini.

La presenza di ACQUiRENTi APS assicura che le iniziative del comitato non restino teoriche, ma si traducano in strumenti concreti per migliaia di famiglie.

Gli obiettivi del Comitato

Il Comitato Medicina Senza Filtri persegue un obiettivo centrale: garantire che l’accesso a Medicina sia davvero meritocratico e non dipenda da fattori arbitrari, territoriali o organizzativi.
Il comitato si occupa di:

  • monitorare l’organizzazione del semestre filtro;
  • vigilare sulla omogeneità delle prove;
  • garantire trasparenza nella valutazione;
  • tutelare studenti con disabilità e DSA;
  • identificare e denunciare disparità tra Atenei;
  • promuovere linee guida nazionali uniformi;
  • intervenire con azioni formali e legali quando necessario.

L’obiettivo è stabilire un sistema equo e stabile, che non lasci indietro nessuno.

La diffida: la prima azione concreta del Comitato

La prima grande iniziativa del comitato è stata una diffida nazionale indirizzata al Ministero e agli Atenei. Un documento articolato, tecnico e approfondito che nasce dall’esigenza di evitare che il nuovo sistema riproduca — in forma diversa — le stesse storture del passato.

Tutti ammessi ad entrambi i test, con possibilità di scegliere il punteggio migliore

La richiesta principale della diffida è chiara: tutti gli studenti devono essere ammessi ad entrambi i test, e solo dopo averli sostenuti entrambi ed aver conosciuto i relativi punteggi devono poter scegliere il migliore da utilizzare per la graduatoria.

Si tratta dello stesso principio già applicato in passato ai TOLC: lo studente poteva sostenere più prove e far valere il punteggio più alto. È una regola di buon senso, oltre che di equità.

L’assetto attuale, invece, costringe lo studente a una scelta irragionevole.

Si pensi al caso concreto…

  • uno studente al primo test ottiene 26;
  • non sa se quel punteggio sarà sufficiente o sarà “bruciato” da migliaia di candidati più alti;
  • è obbligato a decidere se confermare il 26 e rinunciare al secondo test, oppure tentare nuovamente con il rischio di peggiorare il risultato;
  • non gli è consentito, però, ciò che è più logico: sostenere entrambi i test e poi tenere il punteggio migliore.

La diffida denuncia l’assurdità di questo meccanismo:

non tutela il merito reale,

penalizza chi al primo tentativo ha un punteggio “medio-alto” ma non sa come si collocherà in graduatoria,

crea un’incertezza inutile,

contrasta con le esperienze già consolidate (come, appunto, il TOLC), dove la ripetizione della prova e la scelta del miglior risultato erano elementi strutturali del sistema.

Il comitato chiede dunque che venga formalizzato un principio semplice: lo studente sostiene entrambi i test, conosce entrambi i punteggi, e solo a quel punto sceglie quale utilizzare per la graduatoria.

È l’unico modo per rendere davvero serio, trasparente e meritocratico il nuovo sistema.

La questione delle graduatorie e dei tempi di pubblicazione

Accanto a questa richiesta principale, la diffida interviene anche sul tema dei tempi di pubblicazione delle graduatorie.

Il comitato sottolinea l’esigenza che le graduatorie e le informazioni sui punteggi siano rese disponibili in tempi certi e uniformi, per evitare disparità tra Atenei e situazioni in cui uno studente, per colpa dei ritardi organizzativi di un’università, si trovi in condizioni peggiori rispetto ad altri.

La trasparenza sui punteggi e sui posizionamenti, inoltre, è essenziale anche nell’ottica della scelta consapevole del punteggio da utilizzare, ove venga accolto il modello “miglior risultato tra i due test”.

Conclusione

Il Comitato Medicina Senza Filtri rappresenta una nuova alleanza nazionale, fondata su una collaborazione paritaria tra Studio Legale Leone-Fell & C., Partito Radicale, Dispenso Academy e ACQUiRENTi APS.

Ognuna di queste realtà offre competenze diverse ma complementari: tutela legale, impegno politico, competenza didattica e supporto collettivo. Insieme formano un presidio vigilante e indipendente, capace di incidere su tutti i livelli della riforma.

In un momento storico di cambiamenti profondi, il comitato si propone come voce autorevole e punto di riferimento per studenti e famiglie, con un messaggio chiaro: il diritto allo studio va protetto oggi più che mai, anche nel concreto dettaglio di come si fa un test, di come si calcola un punteggio, di come si entra davvero in graduatoria.

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